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Oggi vi parlerò di un tema molto attuale, La casa di carta. La serie targata Netflix è arrivata alla sua quarta stagione, quest’ultima, molto attesa, ne ha subito conquistato la Top 10. Malgrado i suoi record di ascolti la serie spagnola ha sempre avuto molti detrattori che reputano la serie poco originale, trash e in generale di bassa qualità. Ma quindi come è possibile un tale successo? Perché ci divoriamo 8 puntate in un giorno? E soprattutto, perché stai leggendo questo articolo su un blog di marketing?

È solo una questione di gusti?

Sicuramente la serie ha una Fandom molto affiatata, che idolatra il Professor e i suoi compagni, ma a mio avviso non è questo il motivo del sua fortuna.

Per indagare il successo della serie iberica, dobbiamo interrogarci non sulla qualità intrinseca del prodotto, ma sul modello di business della piattaforma su cui viene distribuito, Netflix.

netflix- la casa di carta

Qual è l’obiettivo di Netflix?

Netflix monetizza il suo intero business con due entrate principali (perdonatemi in anticipo se dimentico qualcosa): gli abbonamenti, e i ritorni sui prodotti originali Netflix.

Di conseguenza, la piattaforma di streaming più famosa al mondo, cercherà di aumentare il numero di rinnovi degli abbonamenti ed il numero di serie e film originali.

Per ottimizzare questi due risultati, l’azienda monitora principalmente una sola metrica, il “Value hours”.

Che cos’è il Value hours?

Il “Value hours”è una variante delle metrica “Ore guardate”, invece di misurare semplicemente quante ore vengono trascorse sulla piattaforma, il “Value hours” misura quante ore vengono passate su un particolare contenuto. Per capirci, un utente che passa 8 ore a vedere La casa di cartaavrà un “value hours” più alto rispetto ad un altro utente che ha guardato 4 ore di Better Call Saul e 4 ore de La casa di carta. 

Il Value hours è così importante per Netflix perchè è correlato positivamente con il rinnovo dell’abbonamento. Chi apprezza molto un contenuto sulla piattaforma, è più disposto a rinnovare l’abbonamento rispetto a chi usufruisce di molti contenuti ma non ne apprezza nessuno. 

Ed ora poniamoci una domanda molto importante su questa metrica.

la casa di carta netflix

Il Value hours influenza la qualità dei contenuti Netflix?

Penso che la risposta sia ovvia, ed è si.

La maggior parte dei contenuti originali Netflix, hanno delle caratteristiche comuni, con l’obiettivo di ottimizzare proprio il “value hours”.

Questi contenuti, hanno una velocità di consumo molto alta, grazie ad un ritmo veloce e tecniche narrative ad “uncino” che “obbligano” lo spettatore a guardare l’episodio successivo e puntano spesso su aspetti emotivi ed empatici molto in linea con il target di riferimento (generazione Y e Z).

Questi elementi sono ben distinguibili in quasi tutti i prodotti targati Netflix e possono spesso diventare una limitazione di libertà creativa e quindi trasmettere una percezione di qualità inferiore. Difatti, i più critici delle serie tv Netflix, notano appunto buchi nella trama, mancanza di coerenza dei personaggi ed eccessiva velocità narrativa.

In realtà questi difettinascono da esigenze ben precise e sono frutto di analisi e ricerche.

La casa di carta è un prodotto “pop”.

L’inserimento di elementi “pop” all’interno della serie tv Netflix è costante. Questi elementi permettono di raggiungere un altro obiettivo della piattaforma di streaming, la viralità dei suoi contenuti.

L’utilizzo di canzoni o elementi della cultura di massa sono sempre più ricorrenti, il motivo è semplice, queste scene rendono il contenuto virale sui social.

Nell’ultima stagione de La casa di carta sono state inserite almeno due canzoni con alto potenziale di viralità (soprattutto in Italia).

Altri esempisi ritrovano in serie simbolo del catalogo Netflix come: Stranger Things, che nell’ultima stagione ha fatto ritornare virale la canzone “Neverending Story” di Limahl e The Umbrella Academy con “I Think We’re Alone Now” di Tiffany.

Neverending story netflix

Non è bello ciò che è bello ma è bello ciò che funziona.

Parliamoci chiaro, La casa di carta prodotta da Netflix non vincerà mai gli Emmy Awards ( le prime due stagioni prodotte da Antenna 3 hanno vinto l’Emmy nel 2018), ma non è nemmeno stata creata con questo scopo!

La casa di carta è stata progettata per essere guardata,  non per essere una pietra miliare della storia del cinema. Ciononostante non è da sminuire, infatti, come tutti i prodotti che vengono usufruiti da molte persone assume rilevanza non solo come prodotto artistico, ma anche come prodotto sociale.

La casa di carta non è più solo una serie tv ma è un’elemento della nostra quotidianità e di conseguenza, la qualità intrinseca della serie assume un valore secondario.

Ci tengo a precisare, che non voglio dare giudizi personali su questa serie o sui prodotti Netflix in generale. La piattaforma di streaming, è riuscita anche a creare prodotti più di nicchia che sono stati accolti molto bene anche dalla critica come “Roma” di Cuaròn o “The Irishman” di Scorsese. 

La mia analisi riguarda il marketing e lo studio del comportamento dei consumatori da parte di un gigante come Netflix, detto ciò, i gusti sono personali ed il rispetto di quest’ultimi è legittimo.