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Oggi, parleremo dei famosissimi “Whopper” e di Burger King, la celebre catena internazionale di ristorazione fast food da sempre in competizione, e principale competitor, di McDonald’s.

ll Whopper, è il panino di punta dell’azienda, introdotto nel 1957. Nel tempo ha subito diversi ritocchi, comprese modifiche alla dimensione e al tipo di pane utilizzato, rimanendo comunque uno dei prodotti più noti del settore dei fast food, tanto da spingere la catena Burger King ad adottare la tag-line «Home of the Whopper» (Patria del Whopper) per la propria pubblicità.

La celebre catena, ha inoltre sfruttato il nome per il “BK Whopper Bar“, un bar di “fascia alta” pensato per piccoli spazi, con un menù ristretto. Il successo del Whopper ha spinto operatori della concorrenza, come McDonald’s e Wendy’s, a proporre hamburger simili in grado di competervi.

“The Moldy Whopper”

Prima della quarantena, l’azienda ha lanciato una campagna davvero fuori dal comune, una di quelle considerate
“l’anti-pubblicità”. La stampa in questione rappresenta un Whopper ammuffito. Ebbene sì, avete capito!

burger king moldy whooper


Anche se sembra essere poco invitante, è stata un’idea che ha portato alla firma del CMO Fernando Machado, un vero ribelle del Marketing. Vi chiederete: “perché?”, la risposta è semplice!
Un qualsiasi alimento esposto all’ossigeno deperisce nel tempo: perde acqua, viene degradato dagli enzimi e attaccato da muffe e batteri. Un processo normale e assolutamente naturale, che non dovrebbe fare notizia.
Ma non è quello che succede agli alimenti provenienti dai fast food, che come potrete immaginare sono pieni di conservanti, antiossidanti, coloranti e imballaggi, usati per rendere il nostro cibo esteticamente perfetto nel tempo e gradevole agli occhi.

Così, per pubblicizzare la decisione di rimuovere conservanti, coloranti e aromi di sintesi dai suoi panini, Burger King ha adottato un approccio coraggioso pubblicando uno spot che, in meno di un minuto, mostra ciò che accade a uno dei suoi Whopper in 34 giorni senza l’aggiunta di componenti artificiali.
Al termine del video, il panino è ovviamente raggrinzito e completamente coperto di muffa, per questo in messaggio finale recita: “la bellezza di nessun conservante artificiale”.

Lo spot dal titolo “The Moldy Whopper”, mostra inizialmente come l’hamburger viene assemblato nel modo più fotogenico possibile per poi essere lasciato a marcire per le successive quattro settimane. La lattuga appassisce, il panino si affloscia e l’intera cosa sviluppa uno spesso strato di muffa verde. Nonostante ciò, la sensazione che percepiamo è positiva, perché il bello del cibo vero è anche che diventi brutto!

Con la diffusione del Covid-19, l’azienda non ha mai lasciato i suoi clienti da soli, anzi si è dimostrata molto più vicina a loro di quanto si potesse immaginare.

“Stay Home (of the whopper)” & “Lockdown Whopper”

burger king stay home home of the whopper

Dal momento del lockdown, le insegne dei fast food Burger King, hanno cambiato il proprio nome da “Home of the Whopper” a “Stay Home (of the Whopper)” e, successivamente, vista l’impossibilità di uscire e di conseguenza la chiusura momentanea dei suoi fast food, scherzosamente Burger King pubblica dei mini spot nella campagna “Censored Whopper”, dove censura i suoi gustosissimi panini, al fine di non far venire l’acquolina in bocca ai suoi clienti!

lockdown whopper burger king

Ma non è finita qui! Con molte altre campagne si sono impegnati ad aiutare le persone a trovare un modo più spensierato per attraversare la quarantena, in assenza del brand stesso nelle loro vite.

“Le whopper de la Quarantaine”

La prima campagna stampa “Le whopper de la Quarantaine” mostrava come realizzare un Whopper simile all’originale attraverso delle semplici istruzioni, consigliando i prodotti da utilizzare per realizzarlo al meglio.

whopper quarantena

“Unhappy birthday”

Un’altra iniziativa è stata “Unhappy birthday”, questa volta realizzata per tutti quei bambini che, sempre a causa del lockdown, non avevano potuto festeggiare la propria festa di compleanno in compagnia, per questi, Burger King promette di organizzare 500 feste a fine pandemia e dà la possibilità di vincerne una, semplicemente postando la foto della torta e taggandoli.
Rassicura anche sul fatto che alla festa non saranno presenti “clown inquietanti” (ovviamente prendendo in giro il competitor McDonald’s)!

burgerking unhappy birthday quarantena

Per concludere, vediamo con altre quattro campagne, come il brand ha affrontato la questione del distanziamento sociale e delle regole imposte.

“ Especially if he has a red nose”

La prima è di nuovo, ovviamente, indirizzata al suo principale competitor, Mc Donald.
L’azienda infatti installa dei cartelli fuori dai suoi locali, invitando i suoi clienti a mantenere la distanza da chi gli sta vicino, specialmente se quest’ultimo ha il naso rosso!

red nose burgerking quarantena

“ The social distancing Whopper”

La seconda è una pubblicità integrata che, per promuovere il distanziamento sociale, modifica il panino principale di Burger King “per tenere le persone lontane“ e come? Aggiungendo un triplo strato di cipolla, di modo che nessuno ti si possa avvicinare, a meno che non voglia soffocare!!

social distancing whopper burger king cipolla

“ The social distancing crown”

La terza, è una campagna incentrata sul simbolo dell’azienda, la sua corona. Hanno deciso di renderla così grande, quasi come se fosse un ombrello, grosso a tal punto da non consentire fisicamente un avvicinamento con altre persone e assicurare la distanza stabilita.

burger king corona distanza sociale

“Lockdown Whopper”

Infine l’ultima, ma non per questo meno importante, è una campagna integrata che mostra come gli utenti abbiano la possibilità di guadagnare dei premi del brand, monitorando la loro posizione in casa e muovendosi al suo interno, evitando quindi un ulteriore diffusione del contagio.


E voi cosa ne pensate? Vi sono piaciute?

Beatrice