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Spotify è l’app di musica più scaricata del 2020 e la più grande piattaforma di audio streaming nel mondo, è stata rivoluzionaria nel creare questo modello di business nel campo della musica. Ancora oggi si distingue dai suoi rivali continuando ad offrire aggiornamenti, sempre più affini alle modalità dei social network.

Come nasce Spotify?

Spotify evoluzione logo

Vi ricordate quando il mondo si divideva tra coloro che pagavano €0.99 per ogni brano su iTunes e chi scaricava sfilze di album e brani registrati (male) su LimeWire, The Pirate Bay o uTorrent? Ebbene, Spotify nasce proprio per colmare questo vuoto nel mercato ed accontentare un po’ tutti.

La start-up Svedese nel lontano 2008, cerca di far fronte alla pirateria nel mondo della musica, un problema che negozi digitali, come ad esempio iTunes, non avevano saputo risolvere al tempo (offrendo solamente l’opportunità di acquistare singoli brani o album). Spotify invece si propone come servizio di streaming musicale illimitato, in una versione gratuita con spot pubblicitari e alcune funzioni limitate e in una versione premium a pagamento, senza pubblicità e limitazioni.

Conosciamo tutti come sia poi andata a finire!

#InAscoltoInsieme

Spotify #InAscoltoInsieme

Con 286 milioni di utenti, tra cui 130 milioni iscritti, l’app è un fenomeno globale disponibile in 79 paesi, contenente più di 50 milioni di brani e 4 miliardi di playlist. Quindi, ti sei mai chiesto nel momento in cui hai premuto play all’ultimo singolo di Drake o Ariana Grande, quante altre persone nel mondo lo stavano ascoltando in questo preciso istante?  

La risposta viene proprio da Spotify, il quale trova che ogni secondo 30 mila persone al mondo ascoltano il medesimo brano allo stesso momento.

In questo periodo di quarantena globale, in cui il traffico dei social è stato molto elevato rispetto alla norma, Spotify sembra voglia unirsi ai brand che ci stanno aiutando a farci sentire meno soli in questo periodo (leggi di alcuni esempi sulla nostra pagina). L’iniziativa #inascoltoinsieme (o #listeningtogether), mette a disposizione una mappa interattiva musicale, dove si può vedere quando e dove due persone, provenienti da parti completamente diverse del pianeta, hanno iniziato ad ascoltare la stessa hit.

La mappa momentaneamente include per la maggior parte brani americani e non è dunque ancora nella sua forma definitiva. Prossimamente sarà aggiornata, per ampliare i generi musicali ed includere brani originari da ogni paese, fornendo dati ancora più precisi. L’idea del progetto nasce nel lontano 2014, dall’artista Kyle McDonald, Spotify però spinge strategicamente l’iniziativa proprio di questi tempi per farci sentire connessi digitalmente, nonostante la pandemia, persino con sconosciuti!

Esplora la mappa virtuale di Spotify seguendo questo link.

Il ‘Big Data’ marketing di Spotify

Non è la prima volta che vediamo il servizio streaming di musica usare i propri dati per scopo promozionale, anzi, Spotify è piuttosto famosa per i suoi cartelloni pubblicitari, che ogni anno tappezzano le grandi città e che riportano, in modo umoristico, i dati basati sul nostro consumo ‘bizzarro’ dell’app. Questa scelta umanizza la campagna marketing di Spotify e, rivelando alcuni segreti (in maniera anonima) di gruppi di utenti, cattura l’attenzione dei passanti dando una possibilità di rispecchiarsi (o meno) in queste abitudini e regalando una risata.

Alcuni esempi citano:

Caro utente che hai ascoltato “Sorry” 42 volte il giorno di San Valentino, che fine hai fatto?

Cari 3749 utenti che avete ascoltato “It’s the end of the world as we know it” nel giorno del voto per la Brexit: resistete.

Spotify campagna marketing 2018

Spotify dimostra di saper sfruttare in modo molto creativo ed originale i propri ‘Big Data’, questo termine si riferisce al grande volume di dati informatici che le aziende raccolgono e collezionano sui propri consumatori o mercati. Queste informazioni, così estese e varie, sono impossibili da interpretare senza l’utilizzo di tecnologie e metodi analitici adeguati.

Spotify Wrap up 2019

Grazie al suo evidente investimento in questo campo, combinato con i loro sforzi di fare ‘real time marketing’, Spotify riesce a realizzare: spot pubblicitari, playlist, contenuti condivisibili personalizzati per specifici momenti dell’anno, e adesso anche mappe interattive per rimanere sempre al passo coi tempi, strapparci un sorriso e farci sentire più connessi.

Tu cosa ne pensi di questa iniziativa?  

Scrivicelo nei commenti!